Isola Comacina sul Lago di Como
Unica isola del Lago di Como
l’isola Comacina è un luogo di grande fascino dove storia, natura e arte e archeologia si intrecciano in questo piccolo frammento di terra quasi disabitato.
Una natura lussureggiante e un ameno paesaggio fanno da cornice ai resti del suo illustre passato di cittadella fortificata (prima romana poi bizantina), di importante centro religioso della diocesi di Como, di potente Comune del Lario fino al XII secolo quando i Comaschi, per punirne la fedeltà a Milano, la rasero al suolo (1169). Il Cavalier Caprani, ultimo proprietario dell’isola, ne fece dono al re Alberto I del Belgio il quale, mosso dal desiderio di farne la sede di una colonia di artisti, la donò allo Stato Italiano che la affidò all’Accademia di Belle Arti di Brera (1920).
Tra i “tesori” dell’isolotto spiccano i ruderi della grandiosa chiesa romanica di Sant’Eufemia di cui sono visibili la divisione a tre navate e tre absidi, la bellissima cripta e il portico ad ali antistante, i resti di un colonnato marmoreo di epoca romana conservato sotto la chiesa di S. Giovanni, e le tre Case per Artisti realizzate tra gli anni 1936-40 dall’architetto Pietro Lingeri in stile Razionalista su esempio di Le Corbusier, destinate ad ospitare per brevi periodi artisti di fama internazionale in cerca di ispirazione.
Una natura lussureggiante e un ameno paesaggio fanno da cornice ai resti del suo illustre passato di cittadella fortificata (prima romana poi bizantina), di importante centro religioso della diocesi di Como, di potente Comune del Lario fino al XII secolo quando i Comaschi, per punirne la fedeltà a Milano, la rasero al suolo (1169). Il Cavalier Caprani, ultimo proprietario dell’isola, ne fece dono al re Alberto I del Belgio il quale, mosso dal desiderio di farne la sede di una colonia di artisti, la donò allo Stato Italiano che la affidò all’Accademia di Belle Arti di Brera (1920).
Tra i “tesori” dell’isolotto spiccano i ruderi della grandiosa chiesa romanica di Sant’Eufemia di cui sono visibili la divisione a tre navate e tre absidi, la bellissima cripta e il portico ad ali antistante, i resti di un colonnato marmoreo di epoca romana conservato sotto la chiesa di S. Giovanni, e le tre Case per Artisti realizzate tra gli anni 1936-40 dall’architetto Pietro Lingeri in stile Razionalista su esempio di Le Corbusier, destinate ad ospitare per brevi periodi artisti di fama internazionale in cerca di ispirazione.